VITRAIL – Les Pages Oubliées

by Chiara Simonetta

A breve distanza da un EP pubblicato nel 2020, i canadesi Vitrail, originari di Quebec City, si affacciano sul panorama internazionale black con il loro primo full-length, Les Pages Oubliées, un album autoprodotto, che vede la luce il 2 aprile 2021.
I Vitrail sono una band canadese di recente formazione, composta da Simon Tremblay (voce e chitarra), Richard-William Turcot (batteria) e Frédéric Custeau (basso e arrangiamenti). Nonostante la loro produzione sia da poco avviata, si presentano come una novità musicale interessante all’interno della scena post-black, offrendo un album molto curato e ben strutturato, dai toni decisi, con evidenti influenze provenienti da band affini all’interno del genere, post-black e atmospheric (Deaf Heaven, Alcest, come anche dichiarato anche dalla band), ma caratterizzandosi per un sound estremamente variegato, da notevoli e distinti elementi progressive. Le otto tracce, mediamente di breve durata (quasi tutte concentrate tra i quattro e i sei minuti, ad eccezione per l’ultima), si susseguono rivelando ciascuna melodie diversificate e rendendo piacevole e mai monotono l’ascolto. Ai blast beats e al cantato grintoso e raw si alternano parti più rallentate e melodiche, che lasciano spazio ad assoli di chitarra puliti, di chiaro influsso prog. Una piacevole sorpresa, specie per un ascoltatore che apprezzi la diversità delle sonorità e l’unione di svariate influenze all’interno di un medesimo genere.
L’album si apre con “Devant l’Autel”, unico singolo pubblicato il 12 marzo su tutte le piattaforme digitali. Dopo una breve intro di chitarra, svela tutta la grinta della band, rivelandosi un brano esplosivo, potente e martellante, che tuttavia si addolcisce in riff più melodici, alternati a sonorità pienamente black e post black. È un incipit convincente e lascia maturare buone aspettative, prontamente confermate dalle tracce seguenti. Un assolo di chitarra, rapido e variegato, divide a metà il brano successivo, “La tempête apaisée”, accompagnato poi da un lento arrangiamento melodico esteso fino alla conclusione del pezzo, segnando uno stacco stilistico notevole rispetto ai toni aggressivi di quello appena precedente. Il brano seguente, “Dans le secret”, in apertura ne riprende i toni sommessi e melodici, per poi riabbracciare riff serrati e cantato aggressivo. Pur restando perfettamente in linea con i pezzi sopra citati, anche i brani successivi non tardano a mostrare l’apertura verso altre realtà musicali con colorite influenze prog e melodic nella medesima cornice post black – aspetto rimarcabile e degno di nota, che, in definitiva, va a qualificarsi come tratto distintivo di questo lavoro. I brani si susseguono rapidamente, ciascuno racchiudendo in sé melodie differenti e sfumature caratterizzanti, in maniera tale da non sfociare mai nella banalità o nella monotonia, e mantenendo l’ascoltatore vigile e curioso di proseguire nell’ascolto. L’album si chiude con “Aux Armes/Repentance”, dalla durata maggiore rispetto a tutti i precedenti, che racchiude in sintesi tutta la molteplicità stilistica e la bravura della band.
I testi e le atmosfere traggono ispirazione dalle sacre scritture (come suggerisce anche l’artwork), che sono state, nei secoli, il fondamento della cultura occidentale, e di cui permangono il messaggio e il simbolismo, permeati a fondo nell’uomo contemporaneo e nella società materialistica in cui spendiamo la nostra esistenza. A questo proposito, il titolo dell’album, tradotto in “Le pagine dimenticate”, vuole ergersi come un tributo alla saggezza perduta che una persona può ritrovare attraverso i resti di queste tracce letterarie consumate dal tempo e dalla secolarizzazione.
In merito a questi attributi, pur non ergendosi come una novità assoluta sul piano stilistico, “Les Pages Oubliées” è un lavoro promosso a pieni voti e meritevole d’ascolto, che garantisce ai Vitrail un debutto convincente.

 

Tracklist:
1. Devant l’Autel
2. La tempête apaisée
3. Dans le secret
4. Poursuivre le vent
5. Pendant
6. Le semeur
7. Sur la montagne
8. Aux armes – Repentance

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