IRON MAIDEN – Senjutsu

by Riccardo Basso

È inutile girarci attorno, da quando è stato annunciato il nuovo disco degli Iron Maiden è diventato senza dubbio uno degli album più attessi dell’anno. Che si apprezzi o meno la svolta più “prog” avvenuta dal rientro di Bruce Dickinson nella band, che ci si lamenti o meno della produzione eccessivamente sporca e grezza (sì, anche “Senjutsu” ha questo problema), o dei pezzi a volte diluiti all’infinito, tutti prima o poi finiremo ad ascoltare il nuovo disco della Vergine di Ferro. “Senjutsu” è il titolo del diciasettesimo disco della band capitanata da Steve Harris e, come il precedente “The Book Of Souls” è un doppio album. Anche a livello di artwork si notano delle somiglianze con il suo predecessore, infatti entrambi i dischi vedono una copertina spoglia con solamente Eddie, qui in versione samurai, su sfondo nero, inoltre anche in questo caso il disco è disponibile come vero e proprio libro con relativa custodia. Musicalmente parlando i Nostri seguono la scia di “The Book Of Souls” con pezzi elaborati e dal minutaggio elevato, che strizzano l’occhio al lato prog della band. I ritmi su “Senjutsu” però si abbassano in quanto quasi tutti i brani si sorreggono su rocciosi mid-tempo, le accellerate sono limitate a “Stratego” e “Days Of Future Past“. L’album si apre in modo atipico con la titletrack che è un ibrido tra un intro stile “Satellite 15” e un vero e proprio brano. A un primo ascolto lascia abbastanza freddi e perplessi, il pezzo infatti si sorregge sulla batteria di Nicko e la voce di Bruce, il resto è solo da contorno. L’impressione è che il pezzo non esploda mai, però con il passare degli ascolti cresce anche se resta uno delle canzoni meno riuscite dell’album. Come già menzionato “Stratego” e “Days Of Future Past” ci riportano i Maiden più diretti e old school, quest’ultima vede anche la voce di Bruce sdoppiata per il ritornello, una scelta inedita e azzeccata. Altro brano interessante nella prima parte è “The Time Machine“, che parte lentamente mettendo al centro della scena Bruce Dickinson per poi esplodere e diventare una canzone che non avrebbe sfigurato in “Brave New World”.  Il secondo disco si apre con “Darkest Hour”, una ballad dalle tinte cupe che però fa fatica a decollare e non convince totalmente. In chiusura si trovano i tre pezzi con il minutaggio più elevato, “Death Of The Celts“, “The Parchment” e “Hell On Earth“. La prima ricorda le atmosfere di “The Clansman” e mette al centro della scena la parte strumentale, in questo pezzo infatti Dickinson si trova solamente a inizio e fine brano. “Death Of The Celts” è anche uno dei pezzi migliori dell’intero lotto. “The Parchment” invece non convince totalmente e risulta troppo diluita e a lungo andare annoia. “Hell on Earth” invece parte in sordina per poi esplodere e diventare una canzone dalle tinte epiche dove gli Iron Maiden raggiungono il perfetto equilibrio tra voce e parte strumentale.

A conti fatti “Senjutsu” è un misto dei Maiden da “Brave New World” in poi, è un lavoro che va ascoltato con attenzione per essere apprezzato in quanto risulta meno immediato di “The Book Of Souls”, tuttavia non risulta pesante o noioso da ascoltare nonostante la band perda lucidità in certi frangenti. Vera croce del disco resta la produzione che a volte non permette di distinguere il lavoro delle tre chitarre o va a impastare la voce di Bruce. La band con “Senjutsu” ha comunque scelto di provare nuove formule, come le voci sdoppiate o l’uso di tastiere. Quest’ultime da “Somewhere In Time” e “Seventh Son Of A Seventh Son” sono state usate, ma su “Senjutsu” hanno maggiore rilievo, basti pensare alla titletrack, “The Time Machine” o “Hell On Earth“. “Senjutsu” non è al livello di “The Book Of Souls”, ma è comunque un ottimo disco che farà felici i fan che hanno accettato e apprezzato il cambio di sonorità avvenuto con l’inizio del nuovo secolo, mentre tutti coloro che stanno ancora aspettando il nuovo “The Number Of The Beast” rimarranno delusi. “Senjutsu” è un disco maturo e introspettivo da parte di una delle più grandi band metal di tutti i tempi, che con gli ultimi lavori sembra aver ritrovato lo smalto di un tempo. Ora non resta che aspettare di assistere a un concerto degli Iron Maiden dove sicuramente i nuovi brani strapperanno comunque un sorriso anche ai fan più nostalgici.

Tracklist:

1. Senjutsu
2. Stratego
3. The Writing On The Wall
4. Lost In A Lost World
5. Days Of Future Past
6. The Time Machine
7. Darkest Hour
8. Death Of The Celts
9. The Parchment
10. Hell On Earth

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