BLIND GUARDIAN – Imaginations From The Other Side: 25th Anniversary Edition

by Daniele Esposito

Alcuni di noi neppure erano nati quando nel 1995 i Blind Guardian squarciavano il mercato discografico con la pubblicazione di “Imaginations From The Other Side”, un disco che sarebbe presto passato alla storia divenendo una pietra miliare del power metal di tutti i tempi.
Venticinque anni sono ora trascorsi, e la band tedesca decide di celebrare l’evento con una riedizione proprio di quei gloriosi brani in ben tre versioni: live, remixed ed instrumental, con qualche altra chicca qua e là sempre gradita. Nel formato fisico, una comoda suddivisione in tre CD aiuta nel dare ordine al notevole quantitativo di materiale offerto, ma al fine di non rendere tediosa la lettura mi dedicherò primariamante all’analisi del primo di essi, vale a dire il live concert registrato ad Oberhausen nel 2016.

I Blind Guardian si presentano al pubblico con la consapevolezza di chi ha calcato fior di palchi, senza perdere però l’entusiasmo di una band che, sentendosi ancora giovane, ha tutta la voglia di dimostrare il proprio valore. La formazione è pressoché identica a quella che troviamo nella versione in studio, ad esclusione del troppo spesso criticato Frederik Ehmke, il quale dietro le pelli rende pienamente giustizia al lavoro svolto dall’ex Thomen Stauch (che abbandona la band nel 2005, tre anni dopo la pubblicazione di “A Night At the Opera”).
Prima di iniziare l’ascolto è da segnalare la presenza di ulteriori brani suonati durante il concerto che tuttavia risultano esclusi dal CD, pertanto non ci rimane che riascoltare i cari e vecchi nove presentati nell’ordine di scaletta originario.
Il disco si apre con l’energica title track, che con le sue familiari scampanate d’esordio ci catapulta senza troppi giri di parole nel vivo della musica. Da una prima analisi emerge immediatamente un mood più heavy rispetto alla prima edizione, specie nelle iniziative di Hansi Kürsch che spesso sfociano in vocalizzi in scream tutto sommato ben eseguiti, nonostante non siano esattamente il suo pane quotidiano.
Altra traccia in tal senso estrema è la seguente “I’m Alive”, il cui riffing seguito da un largo impiego del “wah” nei guitar solos ricorda da lontano i migliori Metallica. A tratti si ha infatti la sensazione di trovarsi dinnanzi ad un album dal retrogusto thrash metal, complice anche la ruvida effettistica adottata dalle chitarre e la quasi totale assenza di tastiere tipica del power di matrice tedesca.
Troviamo invece in terza posizione, in ordine di performance, la medievaleggiante ballad “A Past And Future Secret”, uno dei tanti gioielli della discografia dei nostri, da ascoltare, riascoltare e tramandare alle generazioni future come esempio di epicità fatta musica. Ci apprestiamo poi alla leggendaria “The Script For My Requiem”, in questa particolare versione, per la gioia di tutti, aggressiva e tagliente come non mai. Sulla medesima scia anche “Mordred’s Song”, riuscitissima, allo stesso modo di tutte le tracce a seguire sino alla chiusura del disco, segnata da una maestosa performance di “And The Story Ends”, senza dubbio il brano ad aver generato maggior fomento tra il pubblico che per la prima volta accompagna a squarcia gola un Kürsch in stato di forma eccezionale.
È infatti proprio il contributo di quest’ultimo a rendere pienamente sufficiente l’esibizione dei tedeschi, ai quali complessivamente non si può rimproverare nulla in quanto ad energia ed affiatamento. Ciò che al contrario non mi ha soddisfatto è la mediocre qualità audio che in tutta onestà ho trovato decisamente penalizzante: il sound nella sua interezza risulta spento, ovattato e si fatica a cogliere i dettagli che una produzione di livello dovrebbe invece aver cura di valorizzare.
Per non parlare poi della versione remixed (risalente al 2012) che, alle orecchie di un profano in materia remixing & remastering s’intende, è riuscita nell’impresa di fare addirittura peggio, affidando la propria salvezza alle due versioni ben reinterpretate di “Wizards” e “System’s Falling” (rispettivamente di Uriah Heep e MSG), le quali vanno a chiudere il secondo CD. Molto interessante invece l’ultima sezione di questa triplice release, poiché permette di cogliere sfumature che solamente le composizioni strumentali possono vantare di offrire; una pensata che mi ha subito incuriosito e non mi ha deluso.
In conclusione, non si può non apprezzare  la grande mole di materiale rilasciata dalla band, (anche se ahimè non vi è traccia di inediti), la performance è in linea con ciò che è lecito aspettarsi da professionisti di questo calibro, mentre non è impeccabile la resa sonora, la quale se fosse stata rispettosa del valore dell’opera avrebbe potuto convincermi a valutare in meglio il disco nella sua totalità.

Tracklist:
CD1
01 Imaginations From The Other Side (live)
02 I’m Alive (live)
03 A Past And Future Secret (live)
04 The Script For My Requiem (live)
05 Mordred’s Song (live)
06 Born In A Mourning Hall (live)
07 Bright Eyes (live)
08 Another Holy War (live)
09 And The Story Ends (live)

CD2
01 Imaginations From The Other Side (2012 remix and remaster)
02 I’m Alive (2012 remix and remaster)
03 A Past And Future Secret (2012 remix and remaster)
04 The Script For My Requiem (2012 remix and remaster)
05 Mordred’s Song (2012 remix and remaster)
06 Born In A Mourning Hall (2012 remix and remaster)
07 Bright Eyes (2012 remix and remaster)
08 Another Holy War (2012 remix and remaster)
09 And The Story Ends (2012 remix and remaster)
10 The Wizard (2018 remix and remaster)
11 System’s Falling (2018 remix and remaster)

CD3
01 Imaginations From The Other Side (instrumental)
02 I’m Alive (instrumental)
03 A Past And Future Secret (instrumental)
04 The Script For My Requiem (instrumental)
05 Mordred’s Song (instrumental)
06 Born In A Mourning Hall (instrumental)
07 Bright Eyes (instrumental)
08 Another Holy War (instrumental)
09 And The Story Ends (live)

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