SCOUR – Black

by Matteo Burchianti

Se come il sottoscritto siete delle buone forchette, miei cari lettori, non avrete difficoltà ad associare la musica con la cucina. Se ci pensate bene, in entrambi i casi, diversi elementi vengono combinati al fine di dare vita ad un prodotto che soddisfi le esigenze di chi, con intrepida curiosità, si approccia al risultato di questa alchimia.

La “ricetta” che voglio proporvi oggi è il risultato dell’unione di cinque grandi artisti: Philip H. Anselmo (ex Pantera/Down) alla voce, John Jarvis (Agoraphobic Nosebleed) al basso, Derek Engemann (ex Cattle Decapitation/Cast The Stone) alla chitarra, Adam Jarvis (Misery Index) alla batteria e Mark Kloeppel (Cast The Stone/Misery Index) come seconda chitarra. Ciò che risulta da questo piatto prelibato, è un Ep di una potenza senza mezzi termini, diretto e ben concepito. Ogni traccia aggredisce l’ascoltatore come una bomba piccante di chili, riuscendo così a sconvolgerne l’esperienza uditiva ma a renderla allo stesso tempo travolgente ed irresistibile.

Il menù che gli Scour ci propongono si concentra in sei portate di puro Extreme/Death Metal , aggressivo e spietato, nominato “Black“. La portata principale, ovvero “Doom”, apre la degustazione con una intro molto particolare: una sirena ci avverte che, ad ogni assaggio, ci troveremo sempre più vicini alle porte di un’estasi dalla quale sarà difficile fare ritorno incolumi. Affamati e fuori controllo, i nostri sensi vengono travolti dalle portate successive, quasi volessero metterci alla prova..ma noi metallari siamo famosi per le grandi abbuffate, accompagnate da litri di birra, e la cosa non ci spaventa affato: “Nail” e “Propaganda” ci fanno ingurgitare riff massicci e smitragliate di batteria a più non posso, ricordandoci che non è ancora il momento del digestivo. “Flames” è l’ennesimo piatto incalzante, travolgente e coinvolgente, che intrappola la nostra mente in un vortice di sensazioni inebrianti, al di fuori di quella che sarebbe una normale “cena” in compagnia… qui si banchetta all’inferno!!

Ecco che però, improvvisamente, la stanza si riempe di odori tenui, di una leggerezza che fino a questo momento, avevamo solo implorato di poter provare… nelle nostre interiora si insinua un mostro, una sensazione di impotenza, come se qualcosa ci stesse “divorando” da dentro: la traccia più lenta del disco, “Microbes”, ci fa tornare lucidi, ma è ormai troppo tardi. Ignari di ciò che ci stava crescendo dentro, arriviamo alla portata finale, “Subprime“, che con la sua esplosione devastante, annienta ogni nostra possibile salvezza.

Cari amici lettori ed ascoltatori, se sarete così folli da scegliere di gustarvi questo Ep, sappiate che il viaggio che vi attende non sarà per niente facile… d’altronde, sapori di questo genere non sono per tutti i palati. Con l’augurio che il menù del giorno possa essere di vostro gradimento, una piccola accortezza… fate in modo che non sia lui a divorare voi!

Tracklist

  1. Doom
  2. Nail
  3. Propaganda
  4. Flames
  5. Microbes
  6. Subprime

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