NYTT LAND – Cvlt

by Alessio Varini
Nytt Land - CVLT

Dalle desolate terre siberiane i Nytt Land giungono a noi con il loro sesto full album, “Cvlt“, carico di folk ed ambient.

La coppia marito e moglie russa formata da Anatoly (voci, tagelharpa, percussioni, tastiera) e Natalya Pahalenko (voci, tamburo a cornice, scacciapensieri, tin whistle) è seguita in questo viaggio iniziatico da diversi compagni quali Jonne Järvelä e Tuomas Rounakari (Korpiklaani),  Masha (Arkona) ed Evdokia Moldanova.

Il lavoro proposto dal duo russo è molto solido e le sonorità risultano particolarmente corpose ed avvolgenti e richiamano subito all’orecchio dell’ascoltatore le lunghe notti invernali dell’estremo nord europeo passate all’aperto attorno ad un fuoco.

Difficile ritrovare un vero gruppo che possa avere influenzato il sound dei Nytt Land, ma di certo possiamo citare, tra le tantissime influenze, sicuramente band del calibro degli Helilung e dei Wardruna ma, all’orecchio di chi recensisce, è fortissima e quasi onnipresente una nota di rimando all’electro folk che a cavallo del millennio ha reso famosi in Europa e nel mondo gli svedesi Garmarna.

Stessa varietà è presente a livello linguistico, dove al russo e alle lingue siberiane si accompagnano il finlandese ed antiche parlate norrene, in una commistione che unisce simbolicamente tutto il mondo pagano nordeuropeo, dalla Russia fino all’Islanda.

Altissima la qualità del lavoro in studio che non presenta la benché minima sbavatura nel corso della ora quasi piena del nostro viaggio sciamanico.
Molto elevate anche le prestazioni del duo agli strumenti ed alle voci, con Anatoly capace di usare un canto gutturale capace di fare impallidire anche diversi perfomer della Mongolia e Natalya in grado di passare con estrema naturalezza da sonorità dolci ad un buonissimo canto armonico.

Su di un altro livello anche le prove degli ospiti, con un Jonne Järvelä in “Sortunut ääni” (“Una voce Sprofondata”) particolarmente ispirato e dalla voce così dolente e pulita che risulta non essere immediatamente riconoscibile all’orecchio.

In tutto questa mescolanza non possono mancare anche due brani più virati verso il metal come “Song of the Kazym Goddess” e la closer “Song of the Goddess Keeper” nella quale troviamo la partecipazione della cantante degli Arkona, anche lei particolarmente in spolvero con buonissime clean vocals.

Se proprio vogliamo trovare un difetto all’album è forse proprio il posizionamento di questa canzone come ultima del disco se non la sua presenza stessa, poiché la sua anima folk metal stacca in modo piuttosto netto il brano dagli altri undici ed inoltre finisce con un crescendo poco adatto, secondo chi scrive, a terminare un lavoro con tali sonorità.

Al netto di questo difetto, Cvlt dei Nytt Land si dimostra un buonissimo disco capace di immergere l’ascoltatore nelle sue sonorità superando brillantemente qualsiasi barriera linguistica possa dividere lo stesso dal duo siberiano.

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