CANNABIS CORPSE – Left Hand Pass

by Riccardo Basso

I Cannabis Corpse sono il side project di “Landphil” dei Municipal Waste e, come si può dedurre dal nome e dal titolo dell’album in questione, i Nostri vogliono essere un tributo al death metal old school trattando tematiche inerenti alle droghe leggere. “Left Hand Pass” è il sesto album della formazione americana e gode di una produzione molto compatta che crea un muro sonoro notevole e di un artwork curato e comico. Il disco dura poco più di 35 minuti durante i quali la band ci propone un death metal solido e di buona fattura, basti pensare all’opener “The 420th Crusade” che, senza esagerare dal punto di vista musicale, si dimostra un brano di qualità. Discorso analogo per la successiva “In Dank Purity” dove i Cannabis Corpse attingono a piene mani dai Cannibal Corpse di “Gallery Of Suicide”. “Left Hand Pass” scorre liscio sul nostro stereo e si lascia ascoltare con piacere, con tutti i pezzi abbastanza nella media senza particolari punti deboli. Menzione speciale va fatta per “Papyrus Containing the Spell to Protect Its Possessor Against Attacks From He Who Is In the Bong Water“, brano che almeno sulla carta vuole essere un omaggio ai Nile (vi dice niente “Papyrus Containing the Spell to Preserve Its Possessor Against Attacks from He Who Is in the Water”?). Oltre al titolo, comunque, il brano in questione è uno dei più riusciti dell’intero disco. Se si volesse trovare un difetto all’opera, quest’ultimo sarebbe proprio la sua compattezza dato che, se è vero che il lotto di brani è ben composto e non ha cali qualitativi, è anche vero che è difficile trovarne uno che spicchi in particolare oltre a “The 420th Crusade” o la monolitica “In Battle There’s No Pot“, con i suoi divertenti cambi di tempo.

I Cannabis Corpse comunque vanno presi come un side project con lo scopo di strappare un sorriso ai fan del death metal più puro, pertanto non ha senso farsi troppe domande sul perché di un disco come questo. Sicuramente gli amanti del genere troveranno pane per i propri denti e i fan della band difficilmente ne resteranno delusi. “Left Hand Pass” non sarà un album che cambia il death metal, ma sicuramente diverte e si lascia ascoltare e ricorda ancora una volta che un disco per essere bello non deve essere necessariamente impegnato dal punto di vista musicale o lirico.

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