AVERSIONS CROWN – Xenocide

by Jacopo Silvestri

Negli ultimi anni, nella scena Deathcore mondiale, stanno emergendo gli Aversions Crown, band australiana formatasi nel 2010 che ha ormai un seguito internazionale.
Dopo il primo “Servitude“, uscito nel 2011, il quintetto ha firmato un contratto per la celebre etichetta tedesca Nuclear Blast, con la quale ha rilasciato nel 2014 “Tyrant“, che ha avuto discreto successo, e l’album del quale parliamo oggi, “Xenocide“, uscito lo scorso 20 gennaio.

Vista la fama ottenuta da “Tyrant”, il lavoro da affrontare per questo disco è chiaramente difficile, in quanto l’elaborato in caso risulti al di sotto delle aspettative non verrebbe digerito facilmente dal pubblico interessato.
Basta la prima riproduzione però, per far capire all’ascoltatore che l’album in questione non è per niente deludente.
Ad aprire le danze ci pensa il ritmo pacato di “Void“, che introduce “Prismatic Abyss” (della quale si può vedere il video ufficiale a questo link), traccia tra le migliori del lotto, che parte subito in quarta, senza esitazioni. Fa notare inoltre tratti melodici curati dalla chitarra solista, che vanno in perfetta simbiosi con i riff pesanti e i breakdown presenti per tutta la durata del disco, fattore che non si nota esclusivamente in questo brano ma appare in diversi spezzoni del lavoro. Nonostante la moderata aggiunta di melodia in un insieme di riff devastanti non sia l’ultima delle novità nel genere, in questo album si fa rilevare più del solito e viene apprezzata particolarmente.
I pezzi continuano a susseguirsi agevolmente, rimanendo tutti nello stile degli australiani, senza variare eccessivamente, ma evitando di risultare piatti e ripetitivi; per averne la conferma basta notare come i breakdown presenti nelle varie composizioni, pur essendo numerosi, differiscano tra loro ed evitino di concentrare l’attenzione esclusivamente su tali parti delle canzoni, come (purtroppo) succede in diversi nuovi lavori deathcore.
Oltre alla già citata opener, altri brani che si fanno notare sono “Erebus“(la quale era anche uscita sottoforma di singolo), la massiccia “Cynical Entity“, “Cycles Of Haruspex“, contenente pig squeal ben pensati e validi, e “Odium“, che ha il compito di chiudere il disco.

Ulteriore elemento che promuove la produzione è il debutto di Mark Poida alla voce, il quale ha sostituito alla grande il cantante originario del gruppo, Colin Jeffs, senza far rimpiangere la sua assenza.
Terza fatica ben fatta, in definitiva, quella degli Aversions Crown, la quale aveva il compito di non regredire dai risultati ottenuti finora, ma anzi sorprende e fa anche un passo in avanti. Ascolto consigliato, quindi, agli amanti del genere.

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