ACROSS THE ATLANTIC – Works Of Progress

by Alberto Olivi

La copertina disegnata in stile cartoonesco mi fa pensare ad una band hardcore alla Being As An Ocean, quindi mi sono preparato ad ascoltare un lavoro molto meno heavy rispetto ai miei ultimi ascolti. Ma non conoscendo gli Across The Atlantic, non pensavo così tanto poco heavy. Riassumendo già il contenuto del disco in una sola frase: “Works Of Progress“, quando il pop punk incontra il melodic-hardcore.

Ed è infatti in quei due generi che il disco si divide esattamente a metà. Da “Prelude a “Chin Up” sembra veramente un disco dei Green Day, sotto steroidi però. Del pop punk rimangono molto presenti le strutture dei pezzi e l’armonia, che rendono tutto molto “giovane” e di facile ascolto. La voce pulita di Jay Martinez è quella tipica da bravo ragazzo che suona in una band, ma gli altri strumentisti prendono in prestito la grinta ed i suoni del metal. Si crea un mood veramente interessante, festaiolo e grezzo nel sound tanto quanto emotivo e profondo nelle tematiche dei pezzi.

È da “24 Hours” in poi che viene fuori il vero talento (e la cattiveria) di questi cinque ragazzi. Siamo in vero proprio territorio alternative/melodic-hardcore qui, il growl spunta subito e i pezzi diventano molto più pesanti ed elaborati negli arrangiamenti: fanno capolino i breakdown e al posto delle sequenze di accordi abbiamo riff carichi di groove che incitano all’headbanging. Le pesanti differenze di mood con la prima metà del disco vengono appianate da ritornelli più posati e melodici, anche l’utilizzo di suoni ambient aiuta a facilitare l’ascolto. “Word Of Mouth è la sintesi di tutta questa parte del disco.

L’album si chiude con la titletrack, “Work Of Progress“, un pezzo acustico molto tranquillo che ci riporta alle sonorità sentite all’inizio. Alla fine di questa mezz’ora abbondante di ascolto, posso dire che questo disco mi ha davvero sorpreso: nonostante sia un disco “facile”, contiene elementi che uniscono un pubblico molto eterogeno. La produzione suona moderna ma non finta, è divertente e semplice tanto quanto pesante e violento. Non escludo di volerli vedere live un giorno.

Tracklist:

  1. Prelude
  2. Playing For Keeps
  3. Sundress Funeral
  4. Cutting Corners
  5. Chin Up
  6. 24 Hours
  7. Word Of Mouth
  8. Self (less)
  9. Starting Over
  10. Blind Eyes
  11. Work Of Progress

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