STRATOVARIUS + ELVENKING + KALEDON @ FDB Festival, Fabrica di Roma (VT) – 26/08/2017

by Dario De Marco

Fabrica di Roma, angusto paesino sperduto della provincia di Viterbo in cui, strano ma vero, alla Festa della Birra di una calda serata di fine agosto e al costo di soli 2 € possiamo ammirare una grande band che ha fatto la storia del Power Metal, gli STRATOVARIUS. Non è cosa da tutti i giorni, certamente, ma probabilmente l’organizzazione avrà puntato sul fatto che ospitare una grande band a costo contenuto avrebbe portato un notevole flusso di persone per ammirare dei risultati davvero strabilianti. Ed è stato proprio così: Timo Kotipelto & Co. hanno conquistato notevolmente il cuore di tutti i presenti a Fabrica, dai fan veterani e legati ai lavori della formazione storica con Timo Tolkki alla guida della band finlandese, a quelli legati anche ai lavori più recenti. Ad accompagnare i finnici abbiamo due care band nostrane, i romani KALEDON, e i portentosi friulani ELVENKING.

Aprono le danze i KALEDON, formazione attiva fin dal 1998 capitanata dal chitarrista Alex Mele, che vanta l’esperienza di ben nove album con diversi cambi di formazione. Il loro è un Power Metal basato su tematiche fantasy, ma che nel corso della propria carriera ha maturato e personalizzato sempre più il proprio sound, grazie anche alla new entry Michele Guaitoli (voce anche degli Overtures), talentuoso vocalist che riesce a passare tranquillamente e con grande maestria da tonalità melodiche al graffiato e in maniera davvero impeccabile. La band propone diversi brani del più recente lavoro “Carnagus: Emperor Of The Darkness“: Aprono con “Tenebrae Venture Sunt per proseguire poi in scaletta con “The Beginning Of The Night“, “Eyes Without Life“, “The Two Bailouts“, “Evil Behedead”  e qualche altro brano dei precedenti album con Marco Palazzi (Sailing to Nowhere) alla voce, come “The End of The Green Power” o la splendida “The Fallen King“. Il pubblico è talmente coinvolto che Michele ne approfitta per invitare all’acquisto dei CD al banchetto del merchandise e a regalare applausi sia per loro che per le due grandi band successive. Non ce lo siamo di certo fatti ripetere due volte! Gli applausi sono più che meritati!

A riempire quasi totalmente la platea ci pensano gli ELVENKING, altra grande band molto nota nel genere e celebri per aver unito le melodie tipiche del Power con tinture folk di cui è responsabile il violinista Lethien ad elementi più pesanti dell’Heavy Metal tradizionale, in cui gli assi chitarristici Aydan e Rafahel giocano un ruolo fondamentale. Capitanati da uno dei più grandi frontman del genere, l’istrionico e carismatico Davide Damnagoras, hanno tenuto alla perfezione l’ora a disposizione con una scaletta più che azzeccata composta da brani del recente “The Pagan Manifesto“, simbolo della loro evoluzione e maturità artistica, come “King of The Elves“, “Elvenlegions“, “Moonbeam Stone Circle” e l’eccellente “Pagan Revolution“. Quest’ultima è introdotta dalle parole di Damna, il quale afferma che gli Elvenking non hanno affrontato temi politico-sociali nei loro testi, rifugiandosi quasi sempre nel fantasy, ma con questo pezzo riflettono sui drammi legati alla violenza, all’ignoranza e all’ipocrisia dei tempi moderni perché, come cita il frontman “non è possibile che dobbiamo mettere dei blocchi di cemento durante il concerto con la paura che ci vengano addosso con una macchina o un furgone o qualsiasi altro cazzo di mezzo, vogliamo essere liberi e fieri di ciò che siamo!“.  Grandi applausi per Damna per le sue bellissime parole! Altri cavalli di battaglia con la potente “Neverending Nights“, la melodica “The Divided Hearts” cantata da tutti all’unisono e l’aggressiva “The Loser“, che conclude nel migliore dei modi un live davvero emozionante, prima di annunciare gli STRATOVARIUS e naturalmente il prossimo album degli ELVENKING che sarà pubblicato verso novembre.

Arriva dunque il momento degli headliner, protagonisti assoluti di uno show di alto livello davanti ad un pubblico molto numeroso, gli STRATOVARIUS. Il loro show segue la scia del live dello scorso anno allo Spazio Rock (qui il report) con una scaletta davvero mozzafiato. Aprono lo show con “Speed Of Light“, proseguono con “Paradise” cantata insieme da tutti quanti, per poi passare a “Phoenix” e la melodica “Eagleheart“, semplice ma molto suggestiva. Si procede con la più recente “My Eternal Dream“, estratta dall’ultimo album, e la monumentale “Visions“, scelta sorprendente per il sottoscritto. Esibizione magistrale da parte del talentuoso Timo Kotipelto, gran signore, sempre sorridente e che esorta spesso il pubblico a cantare i brani insieme a squarciagola. Momenti di gloria anche per il gran maestro alla tastiera Jens Johansson, unico membro rimasto della storica formazione insieme a Timo e protagonista di un bellissimo assolo di tastiera che ha introdotto l’esecuzione di “Black Diamond“. Lacrime di gioia con le super ballad “Coming Home” e “Forever“, mentre con “Unbrekable” dimostrano di non aver conquistato la folla soltanto con i pezzi ormai stranoti, ma anche i brani più moderni vengono colti e apprezzati da gran parte del pubblico. Concludono infine nel migliore dei modi un live eccellente con “Hunting High and Low” durante la quale è stato bello e divertente vedere tutto lo staff della Festa della Birra di Fabrica sotto il palco, insieme ai fotografi, a cantarla tutti insieme! Forse Matias Kupianen, Rolf Pilve e Lauri Porra non hanno retto tecnicamente il confronto con la formazione storica ai tempi capitanata da Timo Tolkki, ma dopo aver visto questa formazione due volte posso dire che la prestazione dei membri attuali è davvero impeccabile, soprattutto per il quanto riguarda Porra. Non resta che ringraziare e fare tutti i complimenti di questo mondo anche all’organizzazione dell’evento per aver avuto la genialità di aver invitato, ad un prezzo accessibile e in un paesino sperdut,o tre tra le più grandi band Power Metal, genere che dal vivo mi ha sempre emozionato. Speriamo ci sia la possibilità di assistere altre volte ad eventi di questo calibro!

 

 

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