SeM e le Visioni Distorte – Dal Cilindro

by Giulia Ingianni

“Come se i Motörhead si fossero mangiati i Rats mentre Caparezza applaudiva.”
questa l’autodefinizione gagliarda che si danno i SeM e le Visioni Distorte, una #cROCKantissima band composta da Samuele Torresani aka SeM al basso e alla voce  principale, Davide Pozzoli alla chitarra e ai cori e Paride Vocca alla batteria.
Ispirandosi alle importanti presenze musicali citate prima, questi tre ragazzi milanesi tirano fuori il loro secondo EP nel 2016 chiamato “Dal Cilindro”, che potete trovare su Soundcloud o Amazon ad un prezzo accessibilissimo.
In queste 6 tracce, per un totale di quasi 23 minuti di durata, ci si aspetterebbe dunque di trovare un po’ sano di rock’n’roll anni ’70 e dei bei testi significativi e comprensibili; infatti con “Pettirosso”, il mio pezzo preferito di questo album, arriva subito uno schiaffo di Lemmy Kilmister dritto in faccia; con un ritmo incalzante e deciso il basso e la chitarra creano un bel connubio con la batteria e la voce graffiante del frontman, che con il suo fedele cilindro in testa riesce a scandire bene e a dare la giusta intonazione ad ogni parola.
Dopo 3 minuti e mezzo di entusiasmo però arriviamo alla seconda traccia, “Un domani migliore” e passiamo brutalmente da Lemmy ai Pornoriviste (che può essere un complimento oppure no, sono punti di vista) con un testo personale ed attuale che ho apprezzato maggiormente rispetto alla musica che, nonostante si lasci ascoltare, manca veramente di originalità e ricercatezza, così come la quarta traccia “Più uguale di me” che purtroppo ho trovato estremamente anonima.
Fortunatamente con “Il primo passo”  ho riacquistato la fiducia in quest’album e dall’inizio alla fine si gode di un presente e profondo basso che contorna la voce quasi sussurrante di SeM che ci consiglia, in modo confidenziale di «stare attenti a fare bene il primo passo, a non precipitare o cadremo fin troppo in basso».
Arrivato il momento della traccia strumentale, chiamata “Lento incanto”, non mi entusiasmo più di tanto; infatti è ripetitiva e piuttosto lunga. La distorsione della chitarra e il basso ancora una volta prepotente (che però nelle altre tracce ho apprezzato molto) non fanno per nulla pensare ad un “incanto”; avrei preferito una cosa acustica e un po’ più delicata, ma sono pur sempre gusti personali.
Arriviamo a “Whiskey & Rock’n’Roll, una traccia dal testo grezzo e schietto di circa 4 minuti molto orecchiabile e facilmente memorizzabile; questo pezzo, immagino, esprime a pieno il modo in cui i ragazzi vivono la loro vita da musicisti con i pro e i contro che questa scelta può comportare.
«La mia vita è solo fuoco e fiamme, Whiskey & Rock’n’Roll» è ciò che viene ripetuto per buona parte della canzone senza diventare eccessivamente noiosa, poichè il motivetto è davvero orecchiabile!
Mi è piaciuto che l’intero album sia stato cantato in italiano perchè i testi sono ben comprensibili e si miscelano bene con le melodie; sotto quest’ultimo punto di vista però, solo la metà delle tracce mi sembra degna di nota perchè, ripeto, le altre mi sembrano qualcosa di già troppo sentito.
La scena italiana ha bisogno di ragazzi giovani ed entusiasti di quello che fanno, e certamente i SeM e le Visioni Distorte si stanno impegnando per raggiungere la visibilità a livello nazionale; le potenzialità ci sono, manca solamente un pizzico di unicità in più!

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