EXIMPERITUS – Sahrartu

by Matteo Ferro

Giunti alla loro seconda release, questa band dal nome lunghissimo e impronunciabile ha deciso con questo nuovo capitolo di mettere in disparte il lato più diretto e inferocito a cui ci avevano abituato con il primo album, nonché dare un taglio netto al nome e modificarlo in qualcosa di più apprezzabile e riconoscibile: Eximperitus.

Siamo senza dubbio in campo death metal, diretto, pesante e senza fronzoli, facilmente riconducibile a una band immensa, quali i Nile. La direzione stilistica/musicale prende una nuova piega con queste 6 nuove tracce. L’impatto risulta molto diverso dal precedente disco, dove tecnica/velocità/stile emergeva ad alti livelli tra tante altre band del genere. Ma ad oggi qualcosa di importante è cambiato, visto che a livello stilistico subentra una metamorfosi non da poco, che comprende un alleggerimento delle parti strumentali dedite al campo epico ed evocativo, anziché basarsi sulla potenza e sull’impatto. Il tutto risulta abbastanza pesante da buttare giù, anche perché alcune volte si rischia proprio di cadere nella monotonia. I riff ci sono ma (a mio parere) sono del tutto ripetuti all’infinito per cercare di scaturire non so cosa, se non lasciare l’ascoltatore stremato. La voce, che… almeno la voce si salvasse. Neanche ciò che dovrebbe arricchire di potenza il tutto riesce ad emergere e a lasciare un faro di speranza all’album. Vocals completamente uguali, quasi immodificabili in campo di tonalità e impatto. Il tutto risulta come una chiacchierata continua in death metal style, senza voler dare maggiore calibro e importanza a migliaia di parole e frasi, ne cambi di accenti vari.

Sono abituato ad ascoltare di tutto, dai generi più’ melodici a quelli quasi indecifrabili, ma non posso consigliare un disco del genere a gli amanti di lavori strutturati nei minimi dettagli e di sonorità estreme all’apice. Sicuramente il death metal c’è, ma su 6 tracce non ho trovato niente che mi desse una spinta in più, ne la voglia di riascoltarlo una seconda volta. Non ho trovato differenze stilistiche tra i brani (a parte qualche parte di batteria più tirata) e la voce mi è risultata persino stancante. Il tutto farcito da una produzione mediocre, che spero miglioreranno con gli album successivi, almeno per guadagnarsi quel punto in più. Stancante.

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