TRICK OR TREAT – “Con lo stop dei concerti si è tutto aggravato, ma il web offre anche diverse opportunità che prima non esistevano.”

I Trick or Treat sono una band power metal, formatasi nel modenese, che dal 2002 ci fa divertire proponendo uno stile di metal più spensierato nelle tematiche, ma preciso e tecnico nella musicalità.
Ad oggi hanno pubblicato diversi dischi tra cui “Evil Needs Candy Too”, “Tin Soldiers”, “Rabbits’ Hill pt. 1 & pt.2”, il più recente “Re-animated” album cover di sigle dei cartoni animati, prevalentemente in italiano, ed infine le loro due ultime uscite “The Legend Of The XII Saints” e “The Unlocked Songs” di cui parleremo proprio in questa intervista con Alessandro Conti, il cantante e frontman della band.
Buona lettura!

Ciao Alle, benvenuto su Metalpit! E’ un grande piacere per me intervistarti! Come stai?
Ciao! Molto bene, grazie!

Come hai affrontato i mesi di lockdown?
Un po’ come tutti, rinchiusi a casa! (ride) scherzi a parte è stato un periodo surreale, ma speriamo sia tutto alle spalle ormai.

Mi puoi parlare di questa ultima uscita intitolata “The Unlocked Songs”?
E’ qualcosa a metà tra un disco con inediti, bonus track e una raccolta. Nato proprio durante i mesi di lockdown perchè eravamo impossibilitati a registrare il nuovo disco di inediti, che arriverà a breve.

Trovo da sempre interessanti le copertine dei vostri cd, da dove prendete ispirazione per i disegni?
Grazie mille!! Come gli altri dischi dei Trick Or Treat, ho realizzato io la copertina.. avevo in mente qualcosa di divertente e horror, un po’ alla “piccoli brividi”, mi ha ispirato in particolare l’ episodio “The Crate” del film horror “Creepshow”.. essedo rinchiusi da quasi un anno quando ho disegnato la cover, ho inserito uno scrigno ricolmo di sorprese… terribili!

Sempre riguardo la copertina, è stata una scelta che avete preso tutti assieme o è stata una decisione che ha studiato un solo membro in particolare della band?
Solitamente mi occupo io dei concept grafici, essendo illustratore e tatuatore come lavoro “diurno”. Sono avvantaggiato in questo!

Su Spotify avete 41.000 (e più) ascoltatori mensili, che effetto fa sapere che più di 40.000 persone ogni mese ascoltano la vostra musica?
Si direi che è in costante crescita e dovremmo aver superato le 50.000 attualmente, è sicuramente un gran traguardo e credo sia anche merito della nostra etichetta (Scarlet) che è molto brava a dare la giusta visibilità digitale alle band del suo rost.

Parlando di prossime uscite, avete in mente per caso un Re-animated 2? Con altre sigle di cartoni animati ed eventuali ospiti?
Non saprei. Re-animated è stato il nostro disco autoprodotto e allo stesso tempo uno dei successi commerciali più grandi dei Trick or Treat, se dovesse esserci un episodio 2, mi piacerebbe fosse prodotto da una label in grande stile, con molti ospiti e una grande produzione. Ma un disco di cover, seppur stravagante e particolare, non è il genere di prodotto prediletto dalle etichette, sicuramente ora la nostra attenzione è focalizzata al 100% sul nuovo disco, che per noi sarà importantissimo.

Domanda obbligatoria: cosa pensi rigurado gli ultimi due singoli degli Helloween?
Il nuovo disco è sicuramente un gran prodotto, un disco che da solo ha riportato l’attenzione su un genere intero. Mi aspettavo un disco più nostalgico e autocelebrativo, invece ho trovato diversi brani moderni e vicini alla discografia degli ultimi 10-15 anni. Una scelta coraggiosa ma i numeri gli stanno dando ragione.

Sono passati un po’ di anni dalla pubblicazione di “Evil Needs Candy Too”, che effetto ti fa ripensare a quel disco?
Ho dei gran bei ricordi, fu un disco veramente spontaneo e carico di entusiasmo! Eravamo sicuramente un po’ ingenui e inesperti, ma forse è proprio il bello di quel momento storico della band

Guardando indietro nel tempo… c’è qualcosa che cambieresti a qualche vostro disco? Una copertina, una canzone o un feat?
No direi di no, i featuring soprattutto ci hanno riempito di orgoglio, avere avuto Kiske, Matos, Tony Kakko e tanti altri sui nostri dischi è stata una cosa incredibile che avremmo pensato impossibile.

Come fate a comporre un pezzo e bilanciarlo più sul “tecnico” o più sul “melodico” o capire come in un determinato momento serve un assolo di chitarra o di basso?
Tendenzialmete io preferisco tenere le parti cantate piuttosto immediate e memorizzabili per poi sbizzarrirsi nei soli, ma ogni brano ha un suo iter diverso.

Quando ripartirà tutto e torneremo alla normalità, che cosa vi aspettate dal music business, in generale?
Credo arriveranno un valanga di dischi e tutti vorranno andare in tour per recuperare il tempo perduto, vedremo!

Il mondo della musica, è cambiato in bene o in male?
Pandemia a parte, credo stia trovando un suo bilanciamento con le piattaforte streaming, bisogna rassegnarsi al fatto che non si venderanno più un numero di dischi sufficiente alla sopravvivenza dei musicisti, con lo stop dei concerti poi, tutto si è aggravato.. ma il web offre anche diverse opportunità che prima non esistevano.

Hai dei gruppi power metal, anche underground, che vorresti consigliare ai nostri giovani lettori?
Direi di supportare e approfondire la scena underground italiana, che sta crescendo, ma è sempre un gradino indietro. Nel genere ci sono band come Ancient Bards, Vexillum, Temperance e tantissime altre che meritano una visibilità ancora maggiore a mio avviso.

Questa era la mia ultima domanda, ti lascio uno spazio per concludere l’Intervista come preferisci tu. Grazie mille per il tuo tempo messo a disposizione, non vedo l’ora di vedervi dal vivo!
Grazie mille! Anche noi non vediamo l’ora di calcare i palchi e tornare in pista, speriamo di vederci presto!

 

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